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Costa Smeralda35,9 km · 45 min dalla struttura

Porto Cervo

Il paese disegnato negli anni Sessanta: la piazzetta di Vietti, il porto vecchio, le regate di settembre e le calette intorno a Capo Ferro.

Porto Cervo vista dall'alto, con il porto turistico e le case della Costa Smeralda
Porto Cervo vista dall'alto, con il porto turistico e le case della Costa Smeraldafoto: per gentile concessione della proprietà

Quarantacinque minuti verso nord

Da Via Sanzio si va verso nord e si arriva a Porto Cervo in trentasei chilometri scarsi, che in auto diventano tre quarti d'ora: i due numeri dicono già che l'ultimo tratto è una strada di curve. Mettete in conto un'ora e mezza fra andata e ritorno.

Simbolo della Costa Smeralda, Porto Cervo è sinonimo di eleganza e mare cristallino. Boutique esclusive, yacht nel porto turistico e calette spettacolari rendono questa località unica nel Mediterraneo. Ideale per passeggiate serali tra piazzette curate, ristoranti raffinati e panorami mozzafiato sul mare turchese.

C'è però una cosa che cambia il modo di guardarlo: Porto Cervo non è un borgo di pescatori cresciuto nei secoli, è un paese disegnato a tavolino negli anni Sessanta. Il nome viene dalla forma dell'insenatura, che vista dall'alto ricorda un cervo.

Scorcio della piazzetta di Porto Cervo con case rosa, vasi di terracotta e yacht sullo sfondo
Scorcio della piazzetta di Porto Cervo con case rosa, vasi di terracotta e yacht sullo sfondofoto: Bärwinkel,Klaus · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Un paese nato nel 1962

Si racconta che il principe Karim Aga Khan IV sia capitato per caso su quelle coste con la barca, sorpreso da un temporale. È il racconto di fondazione del posto, non la cronaca: a parlargli di quel tratto di Gallura fu il finanziere inglese John Duncan Miller, nei circoli finanziari londinesi, e alla fine degli anni Cinquanta l'Aga Khan ci arrivò via mare. La frase con cui l'ha raccontata lui è rimasta: arrivò con quattro o cinque amici su una barca di dodici metri, e non c'era niente.

Il Consorzio Costa Smeralda nasce a Olbia il 14 marzo 1962, in Corso Umberto, davanti a un notaio, con cinque soci oltre all'Aga Khan: Patrick Guinness, Felix Bigio, lo stesso Miller, André Ardoin e René Podbielski. L'obiettivo dichiarato non era costruire il più possibile ma tenere insieme architettura e paesaggio. Tre giorni dopo si riunisce per la prima volta il comitato di architettura, l'organo che da allora esamina ogni singolo progetto del comprensorio: è il motivo per cui, sessant'anni dopo, questa costa ha ancora un aspetto omogeneo.

La chiesa bianca di Stella Maris a Porto Cervo con il portico su colonne di granito
La chiesa bianca di Stella Maris a Porto Cervo con il portico su colonne di granitofoto: Bärwinkel,Klaus · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Alisarda, la compagnia aerea voluta dall'Aga Khan che sarebbe poi diventata Meridiana, nasce nel marzo 1963. L'anno dopo, nel 1964, riapre l'aeroporto di Venafiorita a Olbia e viene inaugurato Porto Cervo. Senza quei voli la Costa Smeralda non sarebbe esistita, ed è anche la ragione per cui oggi si atterra a sette chilometri da casa.

La piazzetta, e l'anno passato a fotografare la Sardegna

Gli architetti chiamati furono quattro: Luigi Vietti, Jacques Couëlle, Michele Busiri Vici, Antonio Simon Mossa. Il primo anno lo passarono a girare l'isola, fotografando portali, balconi, inferriate, intonaci, per mettere insieme una specie di repertorio dell'architettura sarda. Lo stile che ne uscì viene da lì: volumi irregolari, tetti in coppi, colori del paesaggio intorno.

Il nome Costa Smeralda lo propose Vietti, guardando il colore dell'acqua, e suo è il disegno di Porto Cervo, costruito attorno alla piazzetta. Camminandoci ve ne accorgete subito: non c'è una via principale da percorrere in linea retta, e i negozi e i luoghi di ritrovo stanno al centro del paese invece che lungo una strada di passaggio.

Quello che si vede oggi è uno spazio aperto verso il mare: pavimento in cotto, scalinate, passaggi coperti e archi che spostano il punto di vista a ogni svolta. Spigoli vivi quasi non ce ne sono. La chiesa Stella Maris, di Michele Busiri Vici, è stata inaugurata nel 1968: se avete tempo per un edificio solo, è quello.

Il porto vecchio e il ponte di legno

Il porto è diviso in due. Il porto vecchio, chiamato anche molo est, è la parte storica: lavora solo d'estate, da giugno a settembre, e oltre alle barche ospita i banchi che la sera riempiono la banchina. La marina nuova, sul lato interno, resta aperta tutto l'anno ed è quella cresciuta con gli ampliamenti degli anni Ottanta. Insieme arrivano a circa settecento posti barca.

Le due parti sono unite da una passerella di legno, il punto più fotografato della costa: dall'alto si vedono insieme gli ormeggi, il paese e l'imbocco dell'insenatura. Pontili e banchine restano però aree private: si guarda dal camminamento, non si sale a bordo di niente.

Le regate

Qui ha sede lo Yacht Club Costa Smeralda, fondato nel 1967, e gli appuntamenti che tornano con regolarità sono tre.

Fra fine maggio e i primi di giugno si corre una regata di superyacht, barche molto grandi che navigano fra le isole dell'arcipelago di La Maddalena. Nella prima metà di settembre è il turno della Maxi Yacht Rolex Cup, riservata agli scafi sopra i diciotto metri: si tiene qui dal 1980 e mette in acqua una cinquantina di barche. A metà settembre, ma solo negli anni pari, si aggiunge la Rolex Swan Cup, il raduno delle barche di un unico cantiere.

Si guarda da terra, dal porto o dai punti panoramici lungo la strada costiera; le aree del club e le banchine restano riservate. Date e programmi cambiano ogni anno: controllate i canali ufficiali dello Yacht Club prima di mettervi in macchina.

Le spiagge del promontorio

Il mare più vicino al paese sta a un paio di chilometri. Cala Granu è un chilometro a nord: una conca chiusa da rocce di granito, sabbia chiara e fondale che degrada piano. Poco più su c'è Liscia di Vacca, sabbia mista a ghiaia piccola fra i graniti; insieme a Cala Granu forma il promontorio di Capo Ferro.

Sul lato sud, a circa tre chilometri, ci sono le due spiagge del Pevero: il Piccolo Pevero è una caletta stretta fra la macchia, il Grande Pevero è la più nota del paese. Sono spiagge senza servizi diffusi, quindi acqua e ombrellone conviene portarseli.

Le spiagge grandi della Costa Smeralda, cioè Capriccioli, Liscia Ruja e la spiaggia del Principe, stanno più a sud lungo la stessa strada, e le trovate raccontate una per una nella pagina dedicata a Capriccioli e La Maddalena.

Quando andarci, e quando no

Il consiglio pratico è uno e vale più di tutto il resto: andateci di sera, e non andateci ad agosto. La piazzetta è costruita per la luce bassa, quando le scalinate e i passaggi coperti si accendono e la temperatura scende. A mezzogiorno, sotto il sole pieno, rende molto meno.

Ad agosto tutta la costa si concentra qui: la strada si allunga, i parcheggi si riempiono e il paese si attraversa a passo d'uomo. Giugno e settembre sono più comodi. A settembre in particolare l'acqua è ancora quella di fine estate, mentre l'aria cala di qualche grado, la costa si svuota e in porto ci sono le regate.

Un'ultima cosa: il ritorno si fa al buio, su una strada che di notte chiede più attenzione dell'andata. Quando rientrate a Olbia, però, l'auto si lascia in strada davanti a casa, senza pedaggi e senza disco orario.

Consigli pratici

  • Andateci nel tardo pomeriggio. La piazzetta si riempie verso sera e la luce sul porto è la cosa migliore della giornata.
  • Il parcheggio. Nei mesi di punta i posti vicino al porto sono a pagamento e finiscono presto: si arriva presto o si lascia l'auto più lontano.
  • Non serve una barca. La chiesa di Stella Maris, il porto vecchio e le calette intorno si visitano a piedi, e non costano niente.
  • Le regate. Fra fine maggio e settembre a Porto Cervo si tengono le regate dei grandi yacht: dalle scogliere intorno al porto si guardano gratis. Le date le pubblica ogni anno lo yacht club.