Quanto ci vuole ad arrivarci, davvero
Contano tutti e due i numeri: 35,9 km e circa 45 minuti. Una media così bassa dice già com'è fatta la strada, stretta e piena di curve nella seconda parte, e in agosto ci si mette anche la fila. Fra andata e ritorno sono un'ora e mezza di guida.
Senza auto non ci si arriva. Gli autobus cittadini servono Olbia e le spiagge dentro il golfo, ma in Costa Smeralda non sale nessuna linea urbana. Dentro il comprensorio circola un bus locale che ferma anche alle spiagge: parte da lì, non da Olbia, quindi per chi alloggia in città non risolve niente.
Se la giornata cade di giovedì conviene partire presto e fermarsi a San Pantaleo, 22,9 km da casa, ventinove minuti: dalla primavera all'autunno il giovedì mattina il paese ospita il suo mercato, ed è l'unica sosta che vale la pena mettere in conto su questa strada. Verso l'ora di pranzo i banchi smontano, e dopo le dieci trovare posto per l'auto in paese diventa complicato.
Un borgo medievale disegnato negli anni Sessanta
Porto Cervo non è cresciuto nei secoli come i paesi dell'interno. È stato disegnato a tavolino. Il Consorzio Costa Smeralda nasce a Olbia il 14 marzo 1962: oltre a Karim Aga Khan IV i soci fondatori sono cinque, fra cui il finanziere inglese John Duncan Miller, che a fine anni Cinquanta gli aveva parlato di questo tratto di costa. Nello stesso anno viene istituito un comitato di architettura che passa al vaglio ogni progetto del comprensorio, uno per uno: è il motivo per cui, sessant'anni dopo, qui non si vede l'edilizia turistica casuale di altri litorali.
Gli architetti chiamati furono quattro: Luigi Vietti, Jacques Couëlle, Michele Busiri Vici, Antonio Simon Mossa. Prima di mettere mano ai progetti, i membri del comitato girarono per un anno la Sardegna a fotografare portali, balconi, inferriate, intonaci. Lo stile che ne è uscito viene da quel repertorio: volumi irregolari, tetti in coppi, colori presi dal paesaggio intorno.
Il nome Costa Smeralda lo inventò Vietti, insieme a buona parte dei toponimi della zona, e suo è il primo insediamento, cresciuto attorno alla piazzetta. Il modello dichiarato era quello del borgo medievale, con una differenza: negozi e luoghi di ritrovo stanno al centro del villaggio, non ai margini. Ve ne accorgete camminando, perché nessuna via vi porta dritti da una parte all'altra: il percorso gira, sale di qualche gradino, infila un passaggio coperto e vi rimette fuori con un altro punto di vista. Porto Cervo viene inaugurato nel 1964, lo stesso anno in cui riapre l'aeroporto di Olbia e nasce Alisarda: senza quei voli non sarebbe esistito niente di tutto questo.

Stella Maris, il porto e quello che non si paga
La chiesa Stella Maris porta la firma di Michele Busiri Vici ed è l'edificio da vedere se ne avete tempo per uno solo: bianca, con il portico su colonne di granito, regge benissimo anche senza le vetrine che ha intorno. Resta un luogo di culto, quindi si entra composti e si sta lontani dagli orari delle funzioni.
Poi c'è il porto, la ragione per cui la maggior parte della gente sale fin quassù. Si guarda dalle banchine, si cammina, ci si siede. Le barche sono di qualcun altro e agli ormeggi non ci si avvicina, ma la passeggiata sull'acqua non costa niente e in certe giornate vale il viaggio da sola.
Il conto della giornata, se volete farlo prima di partire, è più corto di quanto la fama del posto lasci pensare. Non si paga: la strada, la piazzetta, la chiesa, la passeggiata sul porto, l'affaccio sulle calette. Si paga: la benzina, il parcheggio delle spiagge di questo tratto e qualunque cosa decidiate di consumare o comprare in paese. Acqua, pranzo e telo mare portati da casa spostano parecchio la cifra finale.

Il golfo di Arzachena, se la giornata avanza
Il paese si gira in poco tempo, e a metà pomeriggio spesso ne avanza. Chi non vuole rientrare subito prosegue verso l'interno del golfo di Arzachena: Cannigione sta a 29,2 km da casa, poco meno di quaranta minuti, ed è un vecchio borgo di pescatori con un porto turistico attivo sul lungomare. Da lì partono ogni giorno escursioni in barca verso l'arcipelago di La Maddalena e si noleggiano imbarcazioni.
Risalendo il golfo da Cannigione verso Palau si incontrano La Conca, Tanca Manna, Mannena, Isuledda. Mannena è una delle più lunghe del tratto, circa un chilometro, con l'arcipelago davanti. Trattandosi di acqua chiusa dentro un golfo, il mare qui è in genere calmo: è la carta da giocare nei giorni in cui il maestrale rovina le spiagge esposte.
Una regola da conoscere prima di andarci: le Piscine di Cannigione sono a numero chiuso dal 15 luglio al 31 agosto, con prenotazione online obbligatoria per tutti, residenti compresi, e turni di mattina, pomeriggio o giornata intera. Il Comune l'ha introdotta per l'erosione dell'arenile. Le finestre e le modalità vengono riviste ogni anno, quindi prima di mettere in programma quel pomeriggio conviene un controllo sui canali ufficiali del Comune di Arzachena.
Le spiagge pubbliche, e come funziona il parcheggio
Il mare lo incontrate prima del paese, ed è la parte che regge meglio il confronto con le aspettative. Capriccioli, 23,3 km da casa, sono quattro spiaggette sui due lati di un promontorio di granito: sabbia fine, fondale sabbioso e due esposizioni diverse. Con il maestrale si sta sul lato est, con il levante ci si sposta sulle calette rivolte a ovest, ed è la ragione per cui funziona con i bambini. Noleggio di lettini e ombrelloni, punto di ristoro, bagni, docce, rampa di accesso per disabili. Parcheggio a pochi passi, a pagamento.
Liscia Ruja è la più grande di questo tratto di costa, sabbia bianca finissima, così ampia da tenere insieme stabilimenti e lunghi tratti di spiaggia libera; è riparata da ovest e ci si arriva su uno sterrato, con sosta a pagamento. La spiaggia del Principe, 28,1 km da casa, chiede più impegno: parcheggio a pagamento e una decina di minuti di sentiero, che il Comune segnala come non adatto a chi ha difficoltà motorie. In cambio è riparata da nord e da ovest. Sui servizi non contateci, portatevi quello che vi serve.
Le tre spiagge stanno nel Comune di Arzachena e seguono le stesse regole: niente plastica monouso, non si fuma, non si sosta sulle dune, non entrano animali, e sabbia e conchiglie restano dove sono. Nessuna delle tre è a numero chiuso e non serve prenotare, ma d'estate il parcheggio si riempie molto prima dell'arenile. Chi vuole arrivare in auto senza sentieri, con bagni e servizi a pochi passi, ha Baja Sardinia (33,9 km), che è la spiaggia di un centro abitato ed è ben riparata dal maestrale.
Vale il confronto con casa: a Pittulongu e a Bados, le spiagge di Olbia che si raggiungono anche in autobus, il parcheggio è gratuito. Qui il ticket lo pagate per la sosta. L'acqua, quella, è buona anche sotto casa.

L'ora giusta, e il mese sbagliato
Il consiglio che conta più di tutti gli altri: andateci nel tardo pomeriggio, e possibilmente non ad agosto. Verso sera le scalinate e i passaggi coperti diventano il posto migliore in cui stare e la temperatura scende, mentre a mezzogiorno il paese rende molto meno. La giornata che funziona quasi sempre è questa: mattina in spiaggia, pranzo portato da casa, paese dalle cinque in avanti.
Ad agosto tutta la costa si concentra da queste parti, ed è anche il mese in cui piove più che a giugno e a luglio, per via dei temporali di fine giornata. Giugno e settembre sono più comodi: meno gente, stessa acqua, e a settembre il mare al mattino presto resta più caldo dell'aria. Sul maestrale non si può fare niente: una volta partito tira anche per quattro o cinque giorni, e allora si cambia lato di costa, non programma.
Il ritorno si fa quasi sempre al buio, sulle stesse curve dell'andata, e chiede più attenzione. L'unica cosa che a quel punto non vi crea problemi è il posto auto: davanti alla casa, in Via Sanzio, si parcheggia in strada senza pagare niente.
Dormire a Olbia
House Relax è un appartamento con ingresso indipendente e giardino privato a Olbia, a venti minuti a piedi dal centro e a pochi minuti di auto dalle spiagge del golfo. Prenotando direttamente non ci sono commissioni di intermediazione.